L’attività di base, comune a tutti gli indirizzi, rappresenta un terzo della attività di formativa istituzionale per gli Allievi della Scuola Superiore. Articolata su tematiche trasversali, affrontate in senso sia multi- sia inter-disciplinare, ha l’obiettivo di contribuire all’arricchimento scientifico e culturale nonché alla crescita professionale degli Allievi ed è svolta nel corso della Scuola Estiva IANUA-ISSUGE che si tiene di norma a metà del mese di luglio. La partecipazione è obbligatoria e riservata ai soli Allievi della Scuola e prevede due moduli didattici per ciascun anno del Percorso di Livello Magistrale.

L’Attività di Base della Scuola Superiore IANUA-ISSUGE nel biennio del Percorso di Livello Magistrale è organizzata nei seguenti moduli didattici:

Il modulo si propone di affrontare, discutere e valutare gli aspetti positivi e negativi del crescente utilizzo delle biotecnologie nella produzione agraria e industriale e nella risoluzione di problematiche biomediche e ambientali. Il modulo fa riferimento a tutte le biotecnologie, da quelle medico-farmaceutiche a quelle ambientali, industriali, agrarie e marine.
In particolare, in un primo intervento si affronteranno i diversi aspetti produttivi delle biotecnologie, i loro successi, i fallimenti e le aspettative poste sull’utilizzo delle nuove tecniche che fanno uso di organismi viventi o di parte di essi.
Un secondo intervento prenderà invece in esame i possibili vantaggi e le enormi possibilità offerte dalla rivoluzione digitale per il mondo delle biotecnologie e per le scienze della vita in genere. Verrà descritto l’impatto del digitale sulla ricerca e sulla produzione di tipo biotecnologico e verrà affrontato il problema del divario tra disponibilità di tecnologie in silico e loro effettivo utilizzo.
Il terzo modulo sarà invece dedicato all’impatto delle nuove tecnologie del vivente sulla società e sui cittadini, con particolare riferimento alle biotecnologie medico-farmaceutiche.

Responsabile: Prof. Aldo Pagano
Dipartimento di afferenza: DIMES
Settore Scientifico Disciplinare: BIO/13

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con la risoluzione  A/RES/70/1 del settembre 2015 ha approvato l’Agenda 2030 che impegna i Paesi membri a raggiungere 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile con 169 traguardi ad essi associati. Gli obiettivi includono il raggiungimento di una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, la promozione dell’innovazione e di una  industrializzazione equa, responsabile e sostenibile, la riduzione dell’ineguaglianza fra le nazioni e all’interno di esse, la promozione di azioni, a tutti i livelli, per combattere il cambiamento climatico, l’uso sostenibile dell’ecosistema terrestre. Il modulo si propone di fornire agli Allievi i riferimenti e gli strumenti concettuali, le evidenze empiriche e le metodologie di analisi per comprendere gli obiettivi di Sviluppo Sostenibile e in generale analizzare il concetto di sostenibilità nelle sue tre componenti principali, ovvero secondo la dimensione ambientale, sociale ed economico-industriale. A tale fine, i contenuti del modulo si caratterizzano per un approccio multi- e inter-disciplinare che coinvolge diversi saperi, con l’obiettivo di offrire capacità di orientamento nella complessità del sistema tecno-socio-economico, soggetto alle problematiche poste da un’economia di mercato sempre più integrata, dal cambiamento climatico e dai limiti delle risorse naturali, e di comprendere le ricadute economico-sociali e ambientali delle politiche intraprese a livello aziendale, nazionale e internazionale.

1° Responsabile: Prof. Marco Raberto
2° Responsabile: Luca Gori
Dipartimento di afferenza: DIME/DISPO
Settore Scientifico Disciplinare: ING-IND/35

La proprietà intellettuale comprende un insieme eterogeneo di regole volte a tutelare e a conformare la circolazione di entità immateriali fra cui opere creative, invenzioni tecnologiche, segreti industriali e segni distintivi. Il presente modulo ha l’obiettivo di illustrare i regimi di tutela dei beni immateriali la cui regolazione si snoda in un continuo bilanciamento fra l’esigenza di tutelare gli autori delle creazioni e quella di assicurare un adeguato accesso del pubblico alla conoscenza. Si analizzeranno in particolare i profili giuridici del trasferimento tecnologico nella prospettiva del diritto italiano ed europeo e si vedrà come la circolazione negoziale dei diritti di proprietà intellettuale assicuri la valutazione degli asset immateriali e l’individuazione degli utilizzatori più efficienti sulla base di un sistema di scelte decentralizzato. Tipicamente la costruzione di questi assetti contrattuali si scontra con l’interesse dell’acquirente/licenziatario ad acquisire il numero più elevato dei diritti e facoltà con quello del titolare a concederne solamente una porzione limitata. Gli strumenti giuridici idonei a perseguire queste diverse istanze verranno illustrati nell’ambito di molteplici esempi relativi ai settori innovativi tipici del nostro tempo. Particolare attenzione sarà rivolta ai modelli di circolazione contrattuale del software.

Responsabile: Prof.  Andrea Ottolia
Dipartimento di afferenza: DIG
Settore Scientifico Disciplinare: IUS/04

“Hai perfettamente ragione, ma…”, “Voi mi direte…”, “Sai meglio di me che…”. Ogni giorno disseminiamo decine di frasi come queste nelle nostre conversazioni. Che miriamo a ottenere ragione, a enfatizzare un concetto, o semplicemente a sorprendere l’interlocutore, utilizziamo continuamente, spesso in modo non cosciente, effetti retorici e tecniche del discorso che una pratica di millenni ha approntato per noi. La disciplina del parlare, un tempo fondamento stesso dell’educazione, è ancora uno strumento fondamentale per la comunicazione. E la comunicazione che, rispetto ai tempi passati, conosce oggi varietà e declinazioni numerose come non mai, richiede ancora il massimo dell’efficacia dal più antico degli strumenti. La saggezza antica spesso non fa presa se letta su un libro: eppure accade che un discorso tenuto da Steve Jobs a Stanford -pur basato su luoghi comuni cari e noti a chiunque abbia dimestichezza con Orazio e Seneca-  diventi un pezzo cult apparentemente originale e quasi trasgressivo. Il punto è come questi contenuti sono comunicati, quali effetti retorici li hanno accompagnati. E quanto a effetti retorici, sonori e visivi, Jobs era un mago. In un ciclo di incontri con studiosi di linguistica, dell’immagine, personaggi del giornalismo, il presente modulo propone una riflessione sulla retorica in ogni suo aspetto, per capire come i meccanismi del discorso siano in fondo sempre gli stessi, e il loro primo fine sempre quello di persuadere, e quindi in fondo “prevalere” sull’altro.

Responsabile: Prof.ssa Lara Nicolini
Dipartimento di afferenza: DAFIST
Settore Scientifico Disciplinare: L-FIL-LET/04